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Racconti d’arte. Mostra di Giuseppe Berni e Massimo Forzani

 

Sabato 14 aprile 2012 ore

Terni, CAOS Centro Arti Opificio Siri

dal 14 al 29 aprile 2012

a cura di Francesco Santaniello

 

Il programma della XIV settimana della cultura (organizzata dal Ministero per i Beni e le attività culturali, Regione Umbria e Comune di Terni) a Terni inizia sabato con la mostra di Giuseppe Berni e Massimo Forzani, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura. Una significativa selezione di opere dei due artisti sarà esposta fino al 29 aprile presso il CAOS. Sabato la mostra sarà inaugurata dall’Assessore alla Cultura del Comune di Terni, Simone Guerra, e dallo storico dell’arte Francesco Santaniello, che attraverso un colloquio diretto con i due artisti ne illustrerà le opere e le linee di ricerca. L’incontro intende far conoscere la poetica e la produzione di due artisti ternani che con i loro dipinti sono presenti nella collezione permanente del CAOS. Massimo Forzani e Giuseppe Berni conducono da anni una rigorosa e coerente ricerca formale incentrata sul valore espressivo della materia e la forza evocativa dell’iterazione segnica. La loro ricerca, all’apparenza simile, si sviluppa in uno stesso ambito, quello della sublimazione estetica dei materiali extrapittorici,  ma si differenzia per l’approccio concettuale ed esecutivo, che non può essere semplicemente definito facendo ricorso all’ormai obsoleta classificazione dell’Informel. Nei lavori di Forzani segni-colore e forme si originano al disotto della superficie pittorica e da essa emergono come indelebili tracce di un icastico sentire poetico, così gli elementi, eterogenei grumi materici, atti a stimolare le nostre facoltà immaginative e cognitive. Le tavole di Forzani  implicano una lettura stratigrafica: come un palinsesto vanno lette dallo strato più profondo a quello più superficiale. Una lettura che procede all’inverso è suggerita invece dai lavori di Giuseppe Berni, che ingloba sulle tele oggetti prelevati direttamente dalla realtà: lacerti di stoffa, corde, rottami del vissuto che, interagendo con forme e pigmenti, raccontano le armonie e le dissonanze dell’Essere. Nei quadri di Berni le superfici sono piani sui quali si scontrano diverse forze, si sviluppano accadimenti. Sono opere che non intendono rappresentare la realtà, ma sono esse stesse realtà fenomeniche.